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Dalla valutazione della “Grandi & Associati”:
… “Le stagioni dell’eternità” pur essendo, anche, romanzo di idee, ha una
virtù che spesso si lamenta in via di estinzione : ha una trama, e sicure direzioni
entro cui farla correre…
… la vicenda, variata e scandita secondo una molteplicità di punti di vista, mostra
fin da subito marcata predilezione per il fantastico, esibisce chiari riferimenti
– si pensa soprattutto per l’alternanza del punto di vista – a P.K. Dick, e si dimostra
pienamente in grado di indirizzare in porto i vari fili che si addipanano lungo
le pagine : avvincente, ricca e mobile, essa qualifica l’opera come prodotto denso,
in possesso di idee e immagini di vaglia, di soluzioni narrative intense e solide…
… i personaggi sono molti, non moltissimi, e generano un microcosmo articolato e
vario : alcuni godono di tratti e vita narrativa davvero memorabili, mentre ad altri
perviene uno spazio più ridotto, ma delineazione comunque nitida… … è quindi, anche,
romanzo di odori, di colori, di ambienti rievocati con amore e attenzione, in uno
scenario che non partecipa del caos urbano di una metropoli quale Milano o New York,
ma che risulta in qualche modo egualmente inquietante, oltre che singolare per scelta…
… la scrittura è rapida, tersa e vicina sovente al colloquiale; non esibisce compiacimenti
di sorta, si dimostra strumento docile e puntuale ai fini di una narrazione serrata
e ricca d’azione…
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